LA VOCE CHE RASSICURA L’UOMO

IV DOMENICA DI PASQUA

At 13,14.43-52; Ap 7,9.14b-17; Gv 10,27-30

 

Per iniziare a commentare il vangelo di questa 4a domenica di Pasqua vi voglio raccontare qualcosa che mi è accaduto molti anni fa, quando avevo 14 anni. Ero andato a una festa di compleanno a casa di una amica che viveva vicino alla mia parrocchia. Erano passati solo 3 mesi da un violentissimo terremoto che aveva interessato la terra di mio padre, nella provincia di Napoli. In quel tempo la mia famiglia viveva lì, ricordo ancora che quella sera mi incamminai verso casa di quella amica insieme a mia madre che invece doveva andare a messa. Ero giunto solo da pochi minuti alla festa quando all’improvviso una nuova forte scossa di terremoto sconvolse la nostra riunione giovanile: cominciammo a scappare tutti giù per le scale per metterci al sicuro fuori dall’abitazione. Mentre scendevo giù in fretta ebbi subito un pensiero per mia mamma. Appena uscito, corsi verso la chiesa. Un fiume di persone usciva dall’entrata gridando dallo spavento e, per di più, non c’era luce perché era venuta meno l’elettricità: questo avrebbe dovuto rendere più difficile individuare mia madre. La chiesa gremita di persone in movimento era al buio, eppure tra tutte le voci e le grida ne ho riconosciuta una: “mia madre è là” – mi dissi. Mi diressi verso quell’inconfondibile tono di voce passando in mezzo alla corrente di persone che scappava dalla chiesa e la trovai! Lei parlava, non stava urlando né stava richiamando l’attenzione di qualcuno, ma la riconobbi tra tanti perché conoscevo quella voce.

Io sono il buon pastore, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, maggio 2012
Io sono il buon pastore, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, maggio 2012

La stessa cosa succede con la voce di Dio: quando la conosciamo allora la distinguiamo tra tante voci. Gesù nel vangelo afferma che le sue pecore ascoltano la sua voce. E’ molto bella questa immagine che Gesù sceglie per parlare della sua relazione con chi gli appartiene. Le conosco ed esse mi seguono (Gv 10,27). Ho vissuto in Sardegna per 4 anni e mezzo e ho potuto osservare molto da vicino il rapporto tra il pastore e le pecore di sua proprietà. Sono rimasto sbalordito da come egli conosce una a una le pecore (che ai miei occhi sembravano tutte uguali), e anche da come esse si incamminano seguendo il richiamo della sua voce, senza lasciarsi trarre in inganno da voci imitatrici. Dunque “prova di conoscenza” della voce del Signore è seguirlo sulla via dove Egli chiama. La sua vita, meditata e contemplata nei vangeli, è essa stessa “via” (cfr. Gv 14,6). Come dire, più si segue Gesù sulla via dell’amore, più si distingue la sua voce quando chiama. Tanti anni fa conobbi, durante un corso di esercizi spirituali, la storia di un sacerdote polacco che si trovava in Ruanda all’epoca della sanguinosa guerra tribale che sconvolse quella terra africana. Le cose precipitarono al punto che le missioni cristiane non potevano più restare sicure in quei luoghi. Mandarono delle truppe dell’ONU per evacuare ogni zona, ma non poterono portar via tutta la popolazione presente. Quel sacerdote polacco salì su una jeep venuta a portarlo via. Ad un certo punto disse ai caschi blu dell’ONU: “lasciatemi scendere un istante, ho dimenticato qualcosa”. Corse in cappella e andò a prendere la Bibbia pregando: “dammi Signore una parola prima di partire in quest’ora drammatica”. Aprì la Bibbia al vangelo di Giovanni dove dice : “il buon pastore da la vita per le pecore, il mercenario invece se ne va..”. Allora quel sacerdote tornò indietro e disse ai funzionari dell’ONU: “andate, io resto!”. Venne assassinato dentro la sua chiesa insieme ad altre 4000 persone mentre implorava pietà per loro dicendo: “uccidete me, ma non toccate la mia gente!”.

Ascoltano la mia voce, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, aprile 2014
Ascoltano la mia voce, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, aprile 2014

Se da una parte seguire la via dell’amore può portare anche al dono cruento della propria vita, da un altra Gesù stesso ci rassicura su cosa significhi seguirlo su questa via (Gv 10,28): è promessa la vita eterna, anzi, essa è già comunicata a chi lotta ogni giorno contro il suo egoismo; inoltre, ci assicura la dolce esperienza di essere nelle sue mani sicure, persino quando a noi non sembrerà così. E questo perché il Padre mio è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola (Gv 10,29-30). L’amore invincibile di Dio ci custodisce da chi vuole strapparci dalle sue mani. Perché c’è indubbiamente qualcuno che ci prova e ci proverà sempre: satana, il nemico di Dio e dell’uomo che lavora giorno e notte per convincerci a non credere nell’amore del Signore. Il diavolo punta a questo: sfiduciare Dio fino al punto da prestar ascolto a lui, padre della menzogna, come accadde per Adamo ed Eva. C’è dunque un’altra voce, subdola e malvagia, che cerca di trascinarci con false promesse di sicurezza verso il luogo dove lui vive: la perdizione eterna. Perciò preghiamo il Padre dicendo ogni giorno: non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Chiudo con un breve racconto, chiedendo la grazia a Dio, con tutti voi, di preservarci da tutti i disegni di morte del maligno e di affidarci sempre più a Lui per ogni cosa.

Se qualcuno vuol venire dietro di me, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, maggio 2013
Se qualcuno vuol venire dietro di me, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, maggio 2012

Un uomo disperava dell’amore di Dio. Un giorno mentre errava sulle colline che attorniano la sua città incontrò un pastore. Questi vedendolo afflitto gli chiese: “Cosa ti turba amico?” – “Mi sento immensamente solo” – gli rispose quell’uomo. “Anch’io sono solo eppure non sono triste” – disse il pastore. “Forse perché Dio ti fa compagnia…” – aggiunse quell’uomo. “Hai indovinato!” – esclamò il pastore. “Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere nel suo amore: com’è possibile che ami gli uomini uno per uno? Com’è possibile che ami me personalmente?…” – Allora il pastore gli disse: “Vedi laggiù la nostra città? Vedi ogni casa? Vedi le finestre di ogni casa?” – “Vedo tutto questo” – soggiunse quell’uomo. “Allora non devi disperare: il sole è uno solo, ma ogni finestra della città anche la più piccola e nascosta, viene baciata dal sole. Forse tu ti disperi perché tieni chiusa la tua finestra…

BUONA DOMENICA A TUTTI!

8 thoughts on “LA VOCE CHE RASSICURA L’UOMO

  1. Rimango stupefatta leggendo la Parola di oggi e il tuo bel commento, stupefatta perché è così chiara la manifestazione del nostro Dio invincibile, che ci tiene forte forte per mano e impedisce che veniamo ” rapiti” verso altre strade, che mi chiedo ancora una volta perché l’ uomo non approfitti di questo abbraccio, di questa forte stretta, perché non “si lasci affiancare, trasportare” da Lui.
    È paradossale che un tale ” invito” venga disatteso; cosa rende l’uomo sordo alla voce rassicurante del Padre che ci conosce uno ad uno?
    Ho pensato che a molti faccia ” paura” la strada dell’ amore che porta come emblema Cristo e la Sua Croce. Ricordo una sterile polemica di qualche anno fa, quando si voleva eliminare il Crocifisso dalle aule scolastiche perché poteva turbare l’ animo dei bambini! Forse quella Croce non è stata spiegata bene, forse nei secoli, è passata l’idea che essere Cristiani significa essere crocifissi, che il nostro è il Dio della sofferenza, del dolore dei chiodi conficcati….. Abbiamo paura della Croce, ma fin qui è tutto normale: chi non ha paura di soffrire? A parte che oggi come oggi il dolore fisico e morale è assolutamente bandito, non deve nemmeno essere nominato il dolore. I nostri figli nascono nell’ ovatta, con tutto pronto e “scodellato”, hanno anche il ” latte di gallina” e non sono abituati al sacrificio, questo bisogna ammetterlo. Non si puo’ parlare di dolore nella nostra società! Ed è qui il punto, secondo me. Tante volte sento dire: io non accetto Cristo perché dove c’è Cristo c’è la Croce. Io voglio vivere la mia vita libero di fare ciò che voglio, allegro, spensierato, voglio divertirmi perché la vita è breve, altroche’ pensare alla morte e alla vita eterna!
    Sembra quasi che il nostro sia il Padre che ci manda le ” croci” perché solo così potremo ottenere il premio finale, la vita eterna.
    Ma è mai possibile che un padre voglia vedere suo figlio soffrire? Non sarà mai vero.
    Forse il padre vuole insegnare al proprio figlio come gestire la sofferenza, la “prova”.
    Facendo sempre il paragone tra il padre di famiglia e il figlio, arriva un momento in cui il papà deve lasciar camminare da solo il figlio e accettare anche che cada e si faccia del male, bisogna metterlo in conto.
    Ma se il papà, quando ha insegnato ad andare in bici con due sole ruotine il suo bambino gli ha detto, vai! …….se hai bisogno, io ci sono sempre; potrai incontrare sassi, strettoie, nebbia, ma ricordati che se hai bisogno io sono a disposizione, senz’ altro il bambino non crescerà con la paura degli ostacoli, con la paura di cadere.
    E così penso sia il Padre con noi figli.
    Non ci manda le Croci ma ci insegna a portarle e soprattutto ci insegna a rispettare le Croci degli altri. L’uomo che soffre non deve essere abbandonato. Quando guardo un anziano spegnersi pian piano, dopo aver riacquistato la posizione ” fetale” ed essersi ridotto ad un mucchietto d’ ossa, non posso non pensare a quale valore ha quella vita che per molti, invece, sarebbe da eliminare perché non più utile.
    Quella vita invece è sacra perché è Gesù vivo.

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    1. Ancora viviamo in queste domeniche il tempo Pasquale;
      L’altra domenica il Signore ci invitava a riconoscerlo e saperlo rivedere mentre incitava i suoi amici a rigettare le reti, oggi ci dice di aprire le nostre orecchie per ascoltare la sua voce, lui che è il Buon Pastore.
      E’ molto interessante e personale ciò che hai detto nel tuo commento P.Giacomo, grazie.
      Anch’io vorrei poter condividere una mia esperienza vissuta da poco.
      Prima di Pasqua sono andata a confessarmi da un sacerdote, Padre Saveriano, che era venuto nella nostra Parrocchia per aiutare il nostro Don Paolino.
      Per me la confessione è sempre un’ infusione di energia nuova, questa volta però il Signore mi ha fatto dono di
      qualcosa in più, perchè, quel sacerdote, era come se mi conoscesse da tempo.
      La grazia del perdono è sempre grande, ma quel giorno il Signore è come se mi avesse ancora detto ” ti voglio bene così “…che bello!
      Il Buon Pastore dice il vangelo di oggi conosce le sue pecore, ciascuna è amata e le pecore riconoscono la sua voce.
      L’ascolto è come trovare un filling, si ascolta ciò che si ama.
      La grazia, dice Bonhoeffer, è a caro prezzo perchè è costata cara a Dio.
      Non posso dimenticare l’agonia di mio Padre morto qualche anno fa.
      Aveva già ricevuto l’olio degli infermi, ma il nostro parroco,allora don Mario, ha voluto farci dono di una sua visita alcune ore prima che decedesse. Che dono grande, mio padre che non parlava più, al sentire la voce squillante
      di Don Mario ha ripetuto con un filo di voce.. Grazie, così si è spento dopo non molto tempo.
      Accogliamo la grazia di Dio a caro prezzo perchè il Buon Pastore ha dato la vita per il suo gregge.
      Deo gratias!!!

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    2. Grazie Chiara….spesso mi chiedo anch’io perché l’uomo rifiuti l’abbraccio forte e sicuro che Dio offre….le tue considerazioni sono parte ormai di una critica costruttiva e giusta che si esprime da più parti (anche del mondo non credente) verso una cultura di morte che ha bandito il dolore dal proprio orizzonte: eppure il dolore è educativo, senza il dolore (come dice un famoso salmo) l’uomo non capisce nulla della vita “e’come gli animali che periscono”: quante cose si apprendono solo all’università della Croce!…

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  2. Il Sole è uno Solo, è Gesù, le finestre sono tante, i nostri cuori, molto spesso chiusi, impedendo a questo sole di entrare…
    Gesù è Luce che illumina il nostro cammino, la sua Luce fatta di mille sfumature diverse per ognuno di noi…perché noi siamo UNICI per lui, siamo UNA storia originale che segue passo passo…ci chiama sussurrando…. Ci ama in silenzio…ci protegge senza fare male lottando nel buio di chi vuole allontanarci da lui…Lui sì che vive per noi, come il pastore per le sue pecore, come il Sole per la terra…
    Il “mezzo”per arrivare a lui è la preghiera, è la sua parola che alimenta la speranza di unirsi un giorno e camminare mano nella mano sulle sue Vie.
    Buona domenica.

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  3. Grazie Don Giacomo per la tua interpretazione al vangelo di oggi e grazie per queste tue bellissime testimonianze di vita: sono molto significative e aumentano sempre di più in me la sete della ricerca e conoscenza della voce di Dio. Molto belli e significati anche gli acquerelli. Buonagiornata. Il mio messaggio precedente è un errore .

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