NON MOLTO DI PROFILO

Benvenuto/a!

 

Questo è il blog del p.n.r. (per niente reverendo) d.Giacomo Falco Brini, 50 anni. Appartiene al Signore Gesù e alla sua Chiesa come sacerdote da 18 anni. Ordinato a Chioggia (VE) all’approssimarsi del terzo millennio cristiano (6.11.1999), si trova al servizio della Diocesi di Ferrara-Comacchio da novembre 2009. Nato a Milano il 13 dicembre del 1966 da padre campano ufficiale dei carabinieri (provincia di Napoli) e madre veneta, casalinga (provincia di Rovigo), dopo una difficilissima ricerca dell’ospedale pediatrico dove poter venire alla luce. Infatti il resoconto dei genitori attesta che quel giorno c’era una nebbia particolarmente fitta sul percorso. Allora suo padre provvide chiamando tre autovetture di carabinieri alle sue dipendenze, onde aumentare la possibilità di trovare la strada giusta. Fu così che Giacomo fece l’esperienza, per una sola volta e in vita intrauterina, di avere addirittura una scorta! Inoltre, durante il tragitto, il corteo di auto si imbatté improvvisamente in un cane lupo che stazionava sulla strada: purtroppo ci lasciò le penne…”pardon”, il pelo. Da dove sbucò quel cane lupo e cosa ci faceva sulla strada resta un mistero. Insieme ai genitori anziani ha due fratelli, una cognata, un nipotino e una labradorina. Dapprima per vicende familiari, poi per motivi vocazionali, si è progressivamente reso evidente che nel suo DNA storico-spirituale c’è una casa piena di gente, ci sono i poveri, c’è il viaggio, la ricerca, il pellegrinaggio, sentire il mondo stesso come casa propria. Liceo classico al “Giosuè Carducci” di Nola (Na), laurea in Scienze Politiche nell’ateneo di Padova, studi teologici in Facoltà Teologica del Triveneto (Padova) con la parentesi di un anno importante (il terzo) tra i padri gesuiti della Pontificia Facoltà Teologica di Cagliari. Esperienza missionaria decisiva in una grande periferia del sud di Lima (Perù) negli anni 2003-2008. Attualmente Parroco di due piccole parrocchie alle porte della città di Ferrara, si è accorto solo alcuni anni fa che il suo destino sembra essere quello di andare a vivere in periferia. Poi è arrivato Francesco alla testa di santa madre chiesa ed ecco che in “Evangelii Gaudium” e altrove giunge piena conferma che la sua vocazione ad essere presso le periferie esistenziali è la vocazione stessa della chiesa, è il tracciato del suo cammino futuro. Perciò, da qualche anno, dopo essere rientrato dalla città di Lima con la popolazione di quel posto ancora nel cuore, ha messo mano alla costruzione (lavori ancora in corso e in attesa di certificazione) di un per-corso nuovo pastorale denominato “Andiamo in Peruferìa” insieme ad una amica peruviana, Sr. Miriam Flor Paredes Inocente, laica consacrata della diocesi di Lurìn, zona periferica del sud di Lima. In ascolto di quello che lo Spirito sta dicendo, “Andiamo in Peruferìa” è un cantiere ancora aperto in cui si stanno progettando varie iniziative e dove l’esperienza di base, offerta a tutti, è costituita dal partire verso quel luogo di missione dell’America Latina per vivere un ritiro spirituale un po’ inedito: degli esercizi fondati su una lectio comunitaria della parola di Dio che occupa gran parte del tempo mattutino, per poi immergersi, subito dopo, in molteplici servizi a favore dell’umanità più diseredata che vi abita. La sera è dedicata alla celebrazione eucaristica in cui i partecipanti, spesso insieme ai fratelli poveri di quei posti, sono chiamati a condividere la gioia di quanto vissuto, raccontando quello che si è sperimentato, durante la giornata, sulla parola accolta e meditata al mattino.