SE PREGHI CERTAMENTE MI AMI

XXIX DOMENICA DEL T.O.

anno C (2019)

Es 17,8-13; 2Tm 3,14-4,2; Lc 18,1-8

 

Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

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La domanda che Gesù si fa alla fine del vangelo mi ha sempre inquietato (Lc 18,8). E tuttavia dobbiamo dire che, come c’è un’inquietudine negativa che viene dal diavolo, ce n’è anche una che viene dal vangelo. Insomma, non penso sia tanto una domanda che abbia gettato il Signore nel dubbio circa la tenuta dei suoi discepoli, quanto piuttosto un culmine provocatorio del suo insegnamento, con cui Egli chiede di perseverare nella preghiera per resistere con fede a ogni avversità. Difficoltà, persecuzioni, delusioni, infermità, fallimenti, non sono forse ingredienti della vita che possono scoraggiare e far vacillare i discepoli? E non solo, poiché sono tutte realtà umane che possono anche raffreddare il loro amore e dunque non far vivere più nell’attesa di Lui. Per il cristiano, vivere è saper aspettare il Signore.

La vedova e il giudice disonesto 1

La vedova e il giudice iniquo, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, ottobre 2019

Luca evangelista introduce la parabola con un versetto che riassume tutto l’insegnamento: bisogna pregare sempre, senza stancarsi mai (Lc 18,1). E perché lo si capisca, la parabola subito oppone due figure che sono agli antipodi: un giudice che non teme Dio e non ha alcun riguardo per nessuno, simbolo del potere senza nessun principio di riferimento al di fuori della persona che lo detiene; una vedova, simbolo biblico per eccellenza della persona sola e indifesa che chiede giustizia ma è inascoltata dall’uomo (Lc 18,2-3). La sua incessante richiesta però giunge a cambiare il ragionamento del giudice iniquo che, infastidito, si muove a concederle giustizia perché non venga continuamente a importunarmi (Lc 18,5). Dunque la preghiera perseverante è capace di smuovere anche un empio convinto!

Fuori parabola, mi ha sempre fatto pensare all’atteggiamento della vedova qualche venditore ambulante che bussa ogni tanto alla mia porta. Generalmente cerco di accogliere tutti comprando loro qualcosa, ma non sempre è possibile. Allora mi impegno almeno a regalare loro 5 minuti avviando una reciproca conoscenza, cioè chiedendo loro da dove vengono, dove abitano ecc.ecc. C’è qualcuno però che riesce, con straordinaria tenacia, a strapparmi un’offerta anche quando mi sono imposto e ho chiarito subito che non posso comprare niente. Gli chiudo la porta dietro gentilmente, ma lui non se ne va e aspetta pazientemente. Poi, dopo un quarto d’ora torna a bussare e con tanto rispetto mi prega di comprare qualcosa perché la giornata non gli è andata bene. Alla fine, dopo tanta insistenza, la mia decisione cambia: gli compro qualcosa non tanto per la carità, ma per non dover aprire una terza, una quarta o una quinta volta la porta!

Gesù richiama l’attenzione del discepolo su quanto ha operato il giudice iniquo (Lc 18,6) per rendere indubitabile la risposta di Dio che invece è padre misericordioso, giusto e premuroso, soprattutto verso coloro che gridano a lui giorno e notte (Lc 18,7). Egli stesso ci ordina di essere importuni e fastidiosi come quella vedova: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto (Lc 11,9). Dio non può essere insensibile al grido dei suoi figli, eppure questa è la tentazione che può covare nel nostro cuore: ci sembra che Egli intervenga solo in extremis per non essere disturbato, proprio come il giudice ateo e disonesto. Invece l’obiettivo del Signore è un altro: educarci all’attesa, far concentrare la nostra attenzione maggiormente sulla preghiera, luogo dove possiamo far crescere/verificare la nostra fede e il nostro desiderio di Lui. Gesù vuol venire a regnare nel nostro cuore, ma non può venirci se è indesiderato. Non ricordo più dove ho letto e a chi ha lasciato queste parole, ma vale la pena chiudere con esse questo commento: se non preghi, certamente ti danni, se preghi certamente mi ami.

 

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SI REZAS CIERTAMENTE ME AMAS

 

La pregunta que Jesús se hace al final del evangelio siempre me ha inquietado (Lc 18,8). Y sin embargo debemos decir que, como hay una inquietud negativa que viene del diablo, hay también una que viene del evangelio. Es decir, no pienso que sea solo una pregunta que haya lanzado el Señor en la duda acerca de la propiedad de sus discípulos, cuanto más bien un final provocante de su enseñanza, con el cual Él pide que perseveremos en la oración para resistir con fe a cada adversidad.  ¿Dificultades, persecuciones, desilusiones, enfermedad, fracasos, no son quizás ingredientes de la vida que pueden desanimar y hacer vacilar a los discípulos? Y no solo, porque son todas realidades humanas que pueden también enfriar su amor y entonces no hacer vivir más en la espera de Él. Para el cristiano, vivir es saber esperar al Señor.

Lucas evangelista introduce la parábola con un versículo que resumen toda la enseñanza: es necesario rezar siempre, sin cansancio (Lc 18,1). Y para que se entienda, la parábola inmediatamente opone dos figuras que son los antípodas: un juez que no teme a Dios y no tiene ningún resguardo por nadie, símbolo del poder sin ningún principio de referencia más allá de la persona que lo detiene; una viuda, símbolo bíblico por excelencia de la persona sola e indefensa que pide justicia pero no es escuchada por el hombre (Lc 18,2-3). Pero su incesante pedido alcanzó a cambiar el razonamiento del juez inicuo que, fastidiado, se mueve para concederle justicia para que no venga continuamente a molestarlo (Lc 18,5). ¡Entonces la oración perseverante es capaz de remover también a un impío convencido!

Más allá de la parábola, siempre me ha hecho pensar a la actitud de la viuda algún vendedor ambulante que toca algunas veces a mi puerta. Generalmente intento acoger a todos comprándoles algo, pero no siempre es posible. Entonces me empeño al menos en regalarles algunos minutos empezando un recíproco conocimiento, o sea preguntándoles de dónde vienen, dónde viven, etc., etc. Pero hay alguien que logra, con extraordinaria tenacidad, a arrancarme una ofrenda también cuando me he impuesto y he aclarado inmediatamente que no puedo comprar nada. Le cierro la puerta gentilmente, pero él no se va y espera pacientemente. Luego, después de un cuarto de hora toca nuevamente y con tanto respeto me ruega que le compre algo porque la jornada no le ha ido bien. Al final, después de tanta insistencia, mi decisión cambia: ¡le compro algo no tanto por caridad, sino para no tener que abrir la puerta una tercera, una cuarta o una quinta vez!

Jesús llama la atención del discípulo sobre lo que ha hecho el juez inicuo (Lc 18,6) para alcanzar sin duda la respuesta de Dios que en cambio es padre misericordioso, justo y premuroso, sobre todo hacia aquellos que gritan a Él día y noche (Lc 18,7). Él mismo nos ordena que seamos inoportunos y fastidiosos como aquella viuda: pidan y se les dará, busquen y encontrarán, toquen y se les abrirá (Lc 11,9). Dios no puede ser insensible al grito de sus hijos, y sin embargo esta es la tentación que puede albergar nuestro corazón: nos parece que Él intervenga solo en los extremos para no ser fastidiado, justamente como el juez ateo y deshonesto. En cambio el objetivo del Señor es otro: educarnos a la espera, hacer concentrar nuestra atención mayormente en la oración, lugar donde podemos hacer crecer/verificar nuestra fe y nuestro deseo de Él. Jesús quiere venir a reinar en nuestro corazón, pero no puede venir si es indeseado.  Ya no recuerdo donde lo he leído y a quién se ha dejado estas palabras, pero vale la pena cerrar con ellas este comentario: si no rezas, ciertamente te dañas, si rezas ciertamente me amas.

3 Comments

  1. “La preghiera che non si stanca mai è la preghiera che da una parte all’ altra del mondo, ad ogni ora del giorno, canta le lodi di Dio”

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