GESU’, L’OPERA SCRITTA E COMPIUTA DI DIO

III DOMENICA DEL T.O.

Ne 8,2-4a.5-6.8-10; 1Cor 12,12-14.27; Lc 1,1-4.4,14-21

 

Non ho mai nascosto la mia predilezione per Luca evangelista, per come ci racconta la storia di Gesù, per il profilo della personalità che ne emerge. De gustibus. Sappiamo che era medico e anche pittore. Forse queste due attività aguzzarono per bene il suo orecchio, il suo occhio e la sua mano, poi la grazia di Dio gli ha donato di cogliere in profondità il mistero di Gesù con la parola e con la pittura. Il suo vangelo ha un solo dichiarato obiettivo: perché tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto (Lc 1,4). Ecco, mi sembra già molto significativa questa semplice annotazione: tornare sempre ad ascoltare il vangelo è fondamentale, perché giorno dopo giorno ci si renda conto che Luca e fratelli evangelisti, con tutti coloro che hanno collaborato a trasmetterci la fede, non ci hanno raccontato frottole. Con tutte le frottole spacciate per verità che oggi si trovano un po’ dappertutto, meglio costruire la nostra vita sulle cose solide della fede.

Secondo Luca evangelista, Gesù, all’inizio della sua pubblica manifestazione, si presenta al Giordano in fila con i peccatori per farsi battezzare. Non è che questa cosa dovette subito consolidare la fede di Giovanni Battista, anzi. Poco prima (Lc 3,15-16) Giovanni  chiariva che lui non era il messia e che attendeva (come tutti) qualcuno di cui non era nemmeno degno di slegare i lacci dei sandali. Il che, più o meno, equivaleva a dire che non si sentiva nemmeno degno di inginocchiarsi davanti a lui. Però qualche istante dopo troviamo Giovanni “costretto” a battezzare Gesù, il messia che s’inginocchia davanti a lui! Il primo modo per rendere solida la nostra fede è lasciare che l’Autore della stessa scombini un po’ le nostre certezze. Come ci sta insegnando Francesco pontifex. Scrutando nel ministero della sua parola, troviamo come tema ricorrente l’invito a lasciarsi sorprendere da Dio: lo chiama proprio così, “il Dio delle sorprese”, perché la sua azione è imprevedibile.

Il vangelo di oggi ci narra di Gesù che rientra nella sua Nazareth, il luogo dove visse per circa 30 anni vivendo una vita così comune, così umana, così poco sotto i riflettori, così semplice che….che era proprio difficile credere che fosse il figlio di Dio e non di Giuseppe! (Lc 3,23) Chi l’avrebbe mai previsto? Lo vedremo meglio domenica prossima, nella seconda parte di questo vangelo, dove gran parte dell’uditorio passerà dalla meraviglia all’incredulità in un brevissimo lasso di tempo. Gesù era solito andare in sinagoga e leggere le Scritture; quel giorno gli toccò il rotolo di Isaia, quel passo dove il messia atteso esprime la sua coscienza di essere inviato, nello Spirito di Dio, ai poveri, ai prigionieri, ai ciechi e agli oppressi, per proclamare l’anno di grazia del Signore (Lc 4,18-19). Poi Luca, con poche e magistrali righe ci conduce, come dentro lo zoom di una macchina fotografica, a concentrarci su Gesù che compie i gesti naturali e lenti del riavvolgere e riconsegnare il rotolo per poi sedersi. Sembra quasi che la narrazione rallenti di proposito per creare un clima di grande attesa nel lettore. E’ come se Luca ci volesse dire: adesso apri bene l’orecchio a quello che sta per comunicare, sono le prime parole pubbliche di Gesù. La sua omelia fu solamente dire: oggi si è compiuta questa Scrittura che avete ascoltato (Lc 4,21). I nazaretani non si aspettavano quella affermazione così categorica. Il Signore non fece l’esegesi del testo, né fece applicazioni morali su di esso, ma con quelle poche parole attirò l’attenzione di tutti su di sé. In Lui, la parola predicata e il predicatore diventano una sola cosa. Gesù è il messia atteso, l’opera annunciata e scritta da Dio che si è finalmente compiuta. Come dicevano gli antichi padri, tutte le Scritture ci parlano di Cristo e tutto è stato scritto in vista di Lui. Il rotolo del libro profetico di Isaia ora è chiuso. Da allora, chi vuole capire il senso profondo di tutto quanto è stato scritto nella Bibbia, deve guardare a Lui.

1
Gesù nella sinagoga di Nazareth, Acquarello di Maria Cavazzini Fortini, aprile 2014

L’evangelista sottolinea che Gesù cominciò a dire “oggi…”. Cioè, quell’oggi è iniziato con Gesù ma si protrae fino a i nostri giorni: è l’oggi di Dio che compie ancora la sua Parola in chi l’ascolta e la pratica. E’ l’anno di misericordia del Signore che, una volta cominciato, non finisce più! Lo Spirito di Dio anche oggi, invita la sua Chiesa a vivere l’anno di grazia, il Giubileo, nella rinnovata missione di dirigersi dove si è diretto per primo Cristo suo capo: verso i poveri e gli emarginati, verso gli oppressi da ogni sorta di male. La Chiesa non è al mondo per condannare, ma per permettere l’incontro con quell’amore viscerale che è la misericordia di Dio. Perché ciò accada, è necessario uscire. Uscire dalle chiese e dalle parrocchie, uscire e andare a cercare le persone la dove vivono, dove soffrono, dove sperano…(Papa Francesco, Il nome di Dio è Misericordia). Per vivere l’anno giubilare con questo spirito, per poter essere veramente un segno tangibile della misericordia divina, c’è una prima cosa fondamentale da non trascurare: gli occhi della chiesa devono stare fissi su Gesù per ascoltarlo e imparare da Lui.

 

12 thoughts on “GESU’, L’OPERA SCRITTA E COMPIUTA DI DIO

  1. Leggendo le tue belle riflessioni, ho collegato il vangelo di oggi, dove Gesù appare come ” fuori di sé ” perché non mangia e non beve per continuare a parlare con la gente, tanto che i ” suoi” lo presero in disparte, così mi pare di capire, quasi per proteggerlo, per farlo un attimo riposare; e se leggiamo le vite dei Santi di ieri e di oggi, troviamo episodi che sembrano quasi rasentare la pazzia, avendo tutti comunque un denominatore comune, il dono gratuito di se stessi.
    Ai tempi odierni non è facile vedere questo movimento gratuito verso gli altri; sentir parlare di misericordia sembra sentire un discorso antico, non più di moda, o per “addetti ai lavori”, in realtà la Misericordia è la cura di molti mali.
    Per amare gratuitamente bisogna accettare di ” perdere qualcosa di sé “, di mettersi in gioco, di sporcarsi le mani, il tutto all’ ennesima potenza, aspettandosi anche pugni nello stomaco o porte in faccia….ma non c’è altra strada.
    Una persona a me molto vicina sta ergendo muri a destra e a sinistra per le sofferenze che ha dovuto sopportare, non riesce più a vedere l’ Amore del Padre, si sente abbandonata, reietta.
    Ha tentato di estromettere anche me dalla sua vita, l’ha fatto con altri a lei molto vicini…..non sono stata disposta a cedere e mai lo sarò; le dono piccole cose, visite inaspettate con qualche scusa, telefonate, messaggi, a volte queste cose mi ritornano indietro…..comunque non ho altra strada, la devo amare nonostante tutto e sempre di più

    Mi piace

  2. Mi è sempre stato insegnato che la Bibbia e quindi anche il Vangelo lo si deve leggere per intero, non possiamo fare “spezzattino biblico”.
    Ogni testo è opportuno situarlo nel suo contesto. Il Vangelo di Luca, ciò che oggi si legge è una bella presentazione di tutto il suo scritto.
    In queste righe Luca ci dice quello che gli è stato detto di Gesù e di cui vuol farsi testimone perchè “possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”( Lc 1, 4). Chi legge il Vangelo di Luca deve scoprire chi è veramente Gesù non solo attraverso il suo insegnamento,
    ma tutto in Gesù esprime la sua vicinanza col Padre.
    “Per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore.”( Lc 4,18-19).
    Tenere lo sguardo fisso su Gesù diventa allora il nostro obiettivo.
    La misericordia, la tenerezza la si impara al seguito di Gesù.
    Nell’intervista con Spadaro il nostro Papa Francesco dice…La profezia fa rumore, chiasso qualcuno dice ” casino”.
    Ma in realtà il suo carisma è quello di essere lievito: la profezia annuncia lo spirito del Vangelo.
    Grazie P.Giacomo perchè la tua riflessione arriva oggi proprio ad ok.

    Mi piace

  3. Cara Rosy, anche se non ci conosciamo, attraverso questo blog di dGiacomo “ci leggiamo”.
    Sono d’accordo quando dici che ogni brano biblico va contestualizzato altrimenti si ricava uno ” spezzatino “…….dGiacomo è stato molto chiaro nella sua esposizione, tant’ è che su quello che ha detto è difficile avere dubbi e infatti tu hai fatto una perfetta sintesi di ciò che lui ha scritto.
    Tuttavia, per ” deformazione professionale ” io sono abituata ad individuare i punti nodali e a cercare di interpretarli e risolverli, cercare ho detto……le parole di dGiacomo hanno stimolato pertanto una riflessione sul dono grande che il Padre ci ha voluto fare, dono gratuito perché immeritato da noi, almeno da me! A sua volta il Figlio Gesù ha donato se stesso a noi in modo del tutto gratuito, anche se noi non meritavano e non meritiamo tutto ciò, e appunto per questo, in un mondo come il nostro, solo un pazzo dà tutto se stesso se in cambio ha porte che si chiudono! E invece il Figlio dice di amare i nemici, i persecutori perche’ e’ troppo semplice ” amare gli amici”….. È di fronte a questo ” movimento” di amore, che per essere gratuito deve per forza essere unilaterale, cioè contro la logica mondana del ” do ut des”, che si può facilmente cadere….troppo facile amare gli amici!
    Desideravo semplicemente fare una confidenza rispetto ad una difficoltà che sto vivendo attualmente, nell’ esprimere Misericordia concretamente, perché ti assicuro che non è facile quando trovi resistenza dall’ altra parte.
    Sono altresì convinta che l’ esempio di Gesù che dona a noi Amore totale e incondizionato sia l’ unica strada, ma per me è una strada piena di ciottoli, per cui posso cadere tante volte. Mi scuso se non sono stata chiara, ma a volte scrivo d’ impeto.
    Un caro saluto

    Mi piace

  4. Grazie Chiara, le tue parole mi sono di stimolo …la misericordia
    poi non la si impara a scuola, ma nasce
    da un animo che vuole
    e chiede la pace, é una strada con” tanti ciottoli”
    spesso cadiamo, ma
    ….se non molliamo
    la forza del Signore ci
    aiuterà a riprenderci.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...