MANTENETEVI PRONTI

I DOMENICA DI AVVENTO

anno A (2019)

Is 2,1-5; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44

Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi mantenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

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Sul suo insolito trono regale il nostro Dio ha cominciato a giudicare il mondo, ma non come lo farebbero gli uomini. Sotto la croce, avrebbero voluto vederlo scendere per dare a tutti una lezione clamorosa. Come tanti che lo vorrebbero anche oggi più muscoloso davanti al male che imperversa. Ma la onnipotenza del Signore è un’altra cosa. Il suo modo di vincere il male è un’altra cosa. Il vangelo rifugge da ogni ovvietà e domenica scorsa ce ne siamo accorti. Credere che quell’uomo “sconfitto” in croce sia un re, non è scelta affatto ovvia né sicura nel cuore di chi si professa cristiano. Soprattutto se poi vedi questo re concedere udienza, sapienza e dignità regale a un delinquente che si pente all’ultimo momento. Gesù crocifisso è davvero una pietra scandalosa sulla quale si compie il giudizio degli uomini (cfr. Mt 21,42-44)

Tenetevi pronti

Mantenetevi pronti, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, novembre 2019

Oggi si entra per la porta dell’Avvento. Le porte di Dio hanno un difetto: non si chiudono mai, perché il suo cuore resta sempre aperto ad accogliere tutti quelli che si affidano a Lui. Tuttavia, il vangelo ci ricorda che la scena di questo mondo è destinata a passare (cfr. 1Cor 7,29-31): ci sarà comunque una porta che si chiuderà, cioè quella che spalancherà all’uomo il destino eterno che si sarà scelto già qui sulla terra. Il richiamo di Gesù infatti è di vivere questa vita in attesa vigile ed operosa dell’incontro con Lui, nostro futuro assicurato. La sua venuta è certa. Anzi, il discepolo che ha discernimento vede proprio nei travagli annunciati da Gesù il segno della sua maggior vicinanza, perché i cieli e la terra passeranno, la mie parole non passeranno mai (Mt 24,35). Per il credente non c’è dunque bisogno di sapere il giorno e l’ora, perché ogni giorno e ogni ora sono buoni per prepararsi a questo incontro. Perciò anche S.Paolo ci dice nella seconda lettura: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino (Rm 13,11-12a). L’avvertimento è come sempre chiarissimo. Occorre essere vigilanti, pronti ad andare incontro al Signore che opera il suo giudizio nel presente: lo stesso momento storico allora può essere vissuto come Noè, impegnati nella costruzione di un’arca che salva, oppure lasciandosi inghiottire dalle acque distruttrici del diluvio. Due uomini e due donne fanno lo stesso lavoro, ma con esito ben diverso: c’è chi sarà preso e salvato e chi sarà lasciato e perduto (Mt 24,40-41). Perché? Appunto perché c’è chi vive nella fiducia delle parole del Signore che ci avverte, e c’è chi vive non curandosi della serietà dei suoi avvertimenti. Paolo direbbe: c’è chi si è svegliato dal sonno del peccato, e c’è chi invece ci dorme ancora.

Cercate di capire questo (Mt 24,42ss.) Gesù offre una serie di piccole parabole (di cui il vangelo di oggi riporta solo una) per spiegare sostanzialmente perché avverrà, alla sua definitiva venuta (alla porta della morte), quella distinzione di cui sopra. Il diverso comportamento che si ha nel tempo presente decide il futuro diverso degli uomini. Per cui, chi riconosce il Signore ogni giorno della vita e lo aspetta operoso al suo servizio, gli andrà incontro sentendolo arrivare come lo Sposo che viene (cfr. Mt 25,6). Chi invece opererà iniquamente (cfr. Mt 24,48-51), incurante delle parole del maestro, sentirà il Signore arrivare come un ladro che gli scassina la casa (Mt 24,43): il rischio è un destino lontano dal suo volto, e non certo perché ce lo manda Lui. Gesù non ci sottrae mai alla nostra libertà e responsabilità, pur accompagnandoci amorosamente ogni giorno della nostra vita. La storiella che segue integra e illumina il senso profondo del vangelo:

Una leggenda narra che una povera donna con un bambino in braccio davanti a una caverna sentì una voce misteriosa uscire dal di dentro che le diceva: “vieni e prendi tutto quello che vuoi, ma non dimenticare la cosa più importante. E ricordati che quando uscirai da questa caverna, una grande pietra la chiuderà per sempre. Pertanto, cogli pure questa grande occasione, ma ti ripeto, non dimenticare la cosa più importante”. La donna entrò nella grotta e trovò ogni genere di bene e di preziosi. Affascinata da oro, gioielli e tante cose utili per la sua casa, poggiò per terra il suo bambino e iniziò ansiosamente a mettere da parte mille cose, mentre raccoglieva tutto ciò che poteva nel proprio grembiule. La misteriosa voce parlò nuovamente: “ti rimangono solo otto minuti”. Passò ancora del tempo e la voce riprese: “te ne rimangono quattro”. Il tempo si ridusse ulteriormente e la voce aggiunse: “ultimo minuto!”. Esaurito il tempo a disposizione, piena di tanti oggetti, di oro e di gioielli, quella donna corse fuori e la bocca della caverna fu chiusa. Si ricordò solo allora che il suo bimbo era rimasto dentro: quello che prese con sé durò poco, ma la sua disperazione per aver perso la propria creatura durò sempre.

La vita è troppo preziosa per sprecarla nel sonno del peccato. Il tempo di Avvento che ci è dato serve per svegliarci, ricordarci, farci decidere di tornare alla “cosa più importante”. Perché nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo (Mt 24,44).

 

 

3 Comments

  1. Grazie molte per queste tue parole nella prima domenica di Avvento, sono utilissime per “resettare” il vissuto e “riprogrammarlo” alla luce dell’ ennesimo monito paterno del Vangelo!
    È proprio vero, Gesù può essere visto come Sposo o come ladro…..non c’è mai la via di mezzo con Gesù, non c’è mai il compromesso.
    Effettivamente coloro che pensano che Gesù “tolga” qualcosa alla vita soffrono anche ora, su questa terra…il giudizio inizia qui, ma anche la sofferenza eterna!
    Mi è sempre piaciuto Gesù proprio perché continuamente stimola a sceglierlo…mi piace proprio perché non da’ spazio ai “mercanteggiamenti”, ci dà il tempo di sceglierlo, ma non lo spazio.
    E da questo Vangelo si comprende che anche adesso è ora di scegliere e io aggiungo, bisogna confermare giorno per giorno la scelta, che non vale una volta per sempre, come una sposa sceglie ogni giorno il proprio sposo (e viceversa!)

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  2. Come nei tempi di Noè così anche oggi
    il Signore ci avverte, il diluvio non si affievolirà per quelli che non sono pronti a vigilare operosi aspettando il Signore che viene.
    Le tenebre sono sempre in agguato, non lasciamoci vincere dal torpore, risvegliamo la nostra attesa, procuriamo
    di non cadere nel baratro del peccato, vinciamo il male con il bene.
    Molto bello il racconto della caverna…
    afferriamo le cose belle della vita, sono quelle che ci danno felicità, la famiglia, i sentimenti , la generosità; l’essenziale
    è questione di scelta si, ma lasciamo che sia Dio a non abbandonarci mai.

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