THE TRUE NEWS: GESÙ

II DOMENICA DI QUARESIMA

Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Rm 8,31-34; Mc 9,2-10

 

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

 

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Vorrei commentare il vangelo di questa 2a domenica di quaresima ricorrendo al messaggio inviato dal papa per il tempo liturgico che stiamo vivendo. Molto significativo il titolo scelto: Per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà (Mt 24,12). Il papa ci segnala di essere circondati da incantatori di serpenti e “ciarlatani” che offrono stili di vita a buon mercato, ma ingannevoli e deleteri. “Non fa meraviglia: da sempre il demonio che è menzognero e padre della menzogna (Gv 8,44) presenta il male come bene e il falso come vero, per confondere il cuore dell’uomo. Ognuno di noi, perciò, è chiamato a discernere nel suo cuore ed esaminare se è minacciato dalle menzogne di questi falsi profeti. Occorre imparare a non fermarsi a livello immediato, superficiale, ma riconoscere ciò che lascia dentro di noi un’impronta buona e duratura, perché viene da Dio e vale veramente per il nostro bene” (Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2018, Ed.Vat., novembre 2017). Lo Spirito spinse Gesù nel deserto per affrontare le tentazioni, anche oggi il vangelo si apre con Gesù che conduce in disparte tre discepoli su un monte alto, da soli (Mc 9,2). In un epoca segnata dal sovraccarico di comunicazioni, dal “sordo rumore” delle relazioni virtuali e dalla continua accelerazione della vita quotidiana, rispondere a questo invito di Francesco e del vangelo, cercando la profondità della propria vita, ha qualcosa di veramente penitenziale.

Chi mente a sé stesso e ascolta le proprie menzogne arriva al punto di non poter più distinguere la verità, né dentro di sé, né intorno a sé, e così comincia a non avere più stima né di sé stesso, né degli altri. Poi, siccome non ha più stima di nessuno, cessa anche di amare, e allora, in mancanza di amore, per sentirsi occupato e per distrarsi, si abbandona alle passioni e ai piaceri volgari, e per colpa dei suoi vizi diventa come una bestia; e tutto questo deriva dal continuo mentire, agli altri e a sé stesso” (F.Dostoevskij, I fratelli Karamazov, II, 2). La lezione del grande scrittore russo è attualissima. Per questo oggi mi soffermo brevemente soltanto sulla seconda parte del vangelo. La celebre scena della trasfigurazione sul Tabor ci rivela che la bellezza della verità rifulge sul volto di Gesù Cristo (Mc 9,5). Ma essa non esercita solo attrazione, fa anche paura: (Pietro) non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati (Mc 9,6). Dostoevskij ci ricorda, riecheggiando dal passato il messaggio del papa, che il raffreddamento dell’amore comincia dal non occuparsi più di fare la verità nella propria vita, dall’evitarsi la dolorosa fatica del cercarla (insieme agli altri). Come non riconoscere in proposito il fenomeno delle “fake news” o “bufale” che brulicano virali nelle nuove piazze dell’umanità? Non siamo forse noi che le facciamo circolare? Come mai tantissimi sono disposti oggi, nel nome della dea condivisione dei contenuti, a far propagare vere e proprie menzogne, magari pensando che sia solo un’operazione innocua, senza alcun effetto nefasto? E come mai nel linguaggio comune non le chiamiamo più “menzogne” o “bugie”?

Trasfigurazione 1

La trasfigurazione, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, agosto 2015

La bellezza di Gesù lascia a bocca aperta i discepoli che vorrebbero “fermare” quell’istantanea che si trovano davanti. Ma una nube con la propria ombra viene a stemperare tutta quella luce, facendo uscire una voce che proclama: questi è il Figlio mio, l’amato; ascoltatelo! (Mc 9,7). Mentre il principe di questo mondo continua ad avvelenare l’umanità e il creato dalla prima “fake news” (cfr.Gen 3,1ss.) che coinvolse i nostri progenitori fino a quelle di oggi, Dio invece ci offre da sempre il cammino faticoso della verità che ci libera e ci restituisce alla nostra vera dignità. Anzi, ci assicura che essa è diventata visibile, perché è una persona. Per questo invita ad ascoltare Gesù, la “true news”, notizia veramente nuova per tutta l’umanità. Ma la verità non rimane immobile su un monte per farsi ammirare/onorare, facendosi costruire tre capanne o magari un tempio più degno. La verità invita a scendere da quel luogo luminoso per entrare nel buio delle cose umane (Mc 9,9). La via della verità, che è anche del vero amore, ci spinge a camminare scendendo nei meandri delle miserie umane. E questo è un cammino da fare prima di tutto in noi stessi: “se vediamo nel nostro intimo e attorno a noi i segnali appena descritti, ecco che la Chiesa, nostra madre e maestra, assieme alla medicina a volte amara della verità, ci offre in questo tempo di Quaresima il dolce rimedio della preghiera, dell’elemosina e del digiuno” (Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2018, Ed.Vat., novembre 2017). Bisogna lasciarsi prendere in disparte dal Signore per scoprire la dolcezza della preghiera. Bisogna riconoscere nel prossimo bisognoso un fratello per sperimentare che è dolce l’esercizio dell’elemosina. Bisogna aver fame e sete di Dio per sentire dolce il digiuno. Possa il Signore fare a tutti noi la grazia di rispondere a questi suoi inviti per giungere alla Pasqua rinnovati nello spirito.    

 

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Quisiera comentar el evangelio de este 2do. Domingo de cuaresma recorriendo el mensaje enviado por el Papa para el tiempo litúrgico que estamos viviendo. Es muy significativo el título elegido: Al crecer la maldad, se enfriará el amor en la mayoría (Mt 24,12). El Papa nos señala que estamos circundados de “encantadores de serpientes” y “charlatanes” que ofrecen estilos de vida a buen mercado, pero tramposos y deletéreos. “No es una sorpresa: desde siempre el demonio, que es «mentiroso y padre de la mentira» (Jn 8,44), presenta el mal como bien y lo falso como verdadero, para confundir el corazón del hombre. Cada uno de nosotros, por tanto, está llamado a discernir y a examinar en su corazón si se siente amenazado por las mentiras de estos falsos profetas. Tenemos que aprender a no quedarnos en un nivel inmediato, superficial, sino a reconocer qué cosas son las que dejan en nuestro interior una huella buena y más duradera, porque vienen de Dios y ciertamente sirven para nuestro bien”. (Papa Francisco, Mensaje por la Cuaresma 2018, Ed.Vat., noviembre 2017). El Espíritu empuja a Jesús al desierto para afrontar las tentaciones, también hoy el evangelio se abre con Jesús quien conduce aparte a tres discípulos sobre un monte alto, solos (Mc 9,2). En una época marcada por la sobrecarga de comunicaciones, del “sordo rumor” de las relaciones virtuales y de la continua aceleracion de la vida cotidiana, responder a esta invitación de Francisco y del evangelio, buscando la profundidad de la propia vida, tiene algo de verdaderamente penitencial.

“Quien se miente a sí mismo y escucha las propias mentiras llega al punto de no poder más distinguir la verdad, ni dentro de sí, ni alrededor de sí, y así comienza a no tener más estima de sí mismo, ni de los demás. Luego, como después no tiene más estima de nadie, termina también de amar, y entonces, por falta de amor, para sentirse ocupato y para distraerse, se abandona a las pasiones y a los placeres vulgares, y por culpa de sus vicios se vuelve como una bestia; y todo esto deriva del continuo mentir, a los demás y a sí mismo” (F.Dostoevskij, Los hermanos Karamazov, II, 2). La lección del gran escritor ruso es actualisima. Por eso hoy me detengo brevemente solamente en la segunda parte del evangelio. La célebre escena de la transfiguración en el Tabor nos revela que la belleza de la verdad se refleja sobre el rostro de Jesucristo (Mc 9,5).  Pero esto no ejercita solo la atracción, da miedo también: (Pedro) no sabia de hecho qué decir, porque estaban asustados (Mc 9,6). Dostoevskij nos recuerda, haciendo eco del pasado el mensaje del Papa, que el enfriamiento del amor comienza del no ocuparse más de hacer la verdad en la propia vida, del evitar la dolorosa fatiga en buscarla (junto a los demás). ¿Cómo no reconocer a propósito del fenómeno de las “fake news” o “bufale” que hormiguean virales en las nuevas plazas de la humanidad? ¿No somos quizás nosotros que las hacemos circular? ¿Cómo así hoy tantísimos están dispuestos, en el nombre del dios compartir de contenidos, a hacer propagar verdaderas mentiras, quizás pensando que sea solo una operación inofensiva, sin algún efecto nefasto? ¿Y cómo así en el lenguaje común no lo llaman más “falsedades”  o “mentiras”?

La belleza de Jesús deja con la boca abierta a los discípulos que quisieran “detener” aquél instante que se encuentran delante. Pero una nube con la propia sombra viene a diluir toda aquella luz, haciendo salir una voz que proclama: este es el Hijo mio, el amado; escúchenlo! (Mc 9,7). Mientras el príncipe de este mundo continúa a envenenar a la humanidad y la creación de la primera “fake news” (cfr.Gen 3,1ss) que involucró a nuestros antepasados hasta los de ahora, Dios en cambio nos ofrece desde siempre el camino fatigoso de la verdad que nos libera y nos devuelve a nuestra verdadera dignidad.  De hecho, nos asegura que esta se ha vuelto visible, porque es una persona. Por esto invita a escuchar a Jesús, la “true news”, noticia verdaderamente nueva para toda la humanidad. Pero la verdad no se queda inmóvil sobre un monte para hacerse admirar/honorar, haciéndose construir tres tiendas o quizás un templo más digno. La verdad invita a bajar de aquél lugar luminoso para entrar en la osucridad de las cosas humanas (Mc 9,9). El camino de la verdad, que es también el verdadero amor, nos empuja a caminar bajando en los meandros de las miserias humanas. Y esto es un camino para hacer antes de todo en nosotros mismos:  “Si vemos dentro de nosotros y a nuestro alrededor los signos que antes he descrito, la Iglesia, nuestra madre y maestra, además de la medicina a veces amarga de la verdad, nos ofrece en este tiempo de Cuaresma el dulce remedio de la oración, la limosna y el ayuno” (Papa Francisco, Mensaje por la Cuaresma 2018, Ed.Vat., noviembre 2017). Es necesario dejarse tomar aparte por el Señor para descubrir la dulzura de la oración. Es necesario reconocer en el prójimo necesitado un hermano para probar que es dulce el ejercicio de la limosna. Es necesario tener hambre y sed de Dios para sentir dulce el ayuno. Pueda el Señor dar a todos nosotros la gracia de responder a estas invitaciones para llegar a la Pascua renovados en el espíritu.